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Gli uomini e le donne NON sono uguali

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Sempre peggio.

Non è il mio personale pensiero ma lo dicono le statistiche.

L’autorevole World Economic Forum, fondazione internazionale che ogni anno redige un dettagliato rapporto sul gap di genere, ci comunica che il ‘gender gap’ è peggiorato in Italia.

Gli uomini e le donne non sono uguali.

Ma in quale settore?

Soprattutto sul fronte del lavoro e delle retribuzioni: l’Italia è all’82/mo posto su un totale di 144 Paesi presi in esame; si presume che per la parità di genere ci vorranno 217 anni. 217??? Io non ci sarò probabilmente.  😉

Secondo l’ultimo Global Gender Gap Report 2017 il 61,5% delle donne che lavorano in Italia o non vengono pagate o percepiscono compensi non adeguati alle mansioni svolte; invece per gli uomini ciò si verifica solo nel 22,9% dei casi.

Inoltre disoccupazione femminile continua ad essere più alta di quella maschile (12,8% contro il 10,9%).

L’Italia ha infatti ottenuto il 126° posto nella classifica riguardante il divario tra i salari uomo-donna, il 118° posto in fatto di partecipazione economica e opportunità offerte e si è collocata 123esima in fatto di presenza nei luoghi del potere politico.

 

 

A trainare questo auspicato percorso di progresso c’è l’Islanda, dove il divario tra uomo e donna è stato riempito; di seguito la classifica con il Rwanda al quarto posto (non so se mi spiego…):

 

  1. Islanda
  2. Norvegia
  3. Finlandia
  4. Rwanda
  5. Svezia
  6. Nicaragua
  7. Slovenia
  8. Irlanda
  9. Nuova Zelanda
  10. Filippine

 

La Francia è la prima potenza economica ad apprire tra i paesi “virtuosi” (11° posto), seguita a ruota da Germania (12esima) e Regno Unito (15°).

Allora come insegnare oggi ad una bambina ad essere libera di scegliere?

Diventa molto difficile, quando sai che per circa 217 anni la situazione si prospetta essere la medesima.

Indottriniamo” i nostri figli, senza accorgercene, con commenti e osservazioni; e loro crescono così, senza scegliere. Con etichette.

Succede che la maggior parte delle bambine superano i “colleghi maschi” in tutte le materie, compresa la matematica. Non vi è una differenza di abilità o di conoscenza ma piuttosto un diverso modo di affrontare le sfide. Mentre i maschietti presumono di non poter risolvere i problemi perché questi sono più complicati, le bambine cominciano rapidamente a dubitare delle loro capacità, perdono la fiducia in sé stesse e abbandonano l’attività, secondo gli psicologi.

Noi genitori educhiamo le bambine a essere educate, a riflettere, a essere sempre in ordine, educate e perfette, invece i maschietti a essere coraggiosi, a buttarsi in una mischia durante una partita di calcio o a gridare per sostenere la squadra del cuore.

Il punto è che queste convinzioni e i conseguenti atteggiamenti vengono mantenuti nell’età adulta. Basti pensare che gli uomini si presentano a un colloquio di lavoro avendo solo il 60% delle capacità richieste, invece le donne trovano il coraggio di candidarsi per il posto di lavoro solo se dispongono del 100% dei requisiti, stando a statistiche recenti. Un modo diverso di gestire e affrontare le sfide.

Evidentemente un problema di educazione, un’educazione che insegna ai bambini ad essere coraggiosi e affrontare le sfide e alle bambine ad essere perfette e essere prudenti. Siamo noi genitori che educhiamo i nostri figli, anche senza volerlo, con esempio, pensieri, emozioni, comportamento, commenti ed osservazioni.

Gli uomini e le donne sono uguali.

O forse no, per la società.

Ma dai a tuo figlio la possibilità di scegliere.

 

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